In questa guida approfondiamo le fasi da seguire per la creazione di un oggetto scorm.

Appena raccolto il materiale del corso, tipicamente redatto da un docente o un esperto in materia, il primo passo da compiere è la valutazione dei contenuti al fine di avere un quadro generale del corso.

Analizziamo il materiale fornito suddividendolo in moduli e capitoli in base agli argomenti trattati. Definiamo poi le propedeuticità tra i vari blocchi:  una corretta sequenza da seguire per lo svolgimento del corso renderà l’apprendimento da parte dello studente migliore e lineare.

Adesso è buona norma creare una tabella chiamata “storyboard” in cui andremo a descrivere per ogni slide il suo contenuto, l’audio, le immagini e le interazioni da realizzare: possiamo decidere di sviluppare il corso con diversi gradi di interattività, caratteristica che incide molto a livello di costi e tempi di realizzazione.

Dovremo poi valutare l’inserimento o meno di test intermedi e di un test finale che valutino, durante lo svolgimento del corso, il livello di apprendimento dell’utente.

Dopo che il docente o l’esperto che ha preparato i contenuti avrà visionato ed approvato la nostra storyboard possiamo cominciare!!!

Su molti software di sviluppo scorm è possibile, per la realizzazione di corsi semplici e a basso grado di interattività, eseguire l’importazione del materiale didattico (generalmente in formato PowerPoint). In caso contrario sarà necessario realizzare ogni singola slide manualmente.

Esistono vari strumenti di sviluppo, sia free che a pagamento, ne abbiamo parlato nell’articolo strumenti per creare un corso SCORM.

Per questa guida utilizzeremo Articulate Storyline 2.

A questo punto dovremmo avere tutti i contenuti didattici caricati nel programma.

Inseriamo gli effetti e le interazioni descritte nella storyboard che avevamo redatto precedentemente. Con gli strumenti del software di sviluppo sarà possibile:

  • utilizzare uno degli effetti predefiniti di transizione (o crearne di personalizzati) per far apparire oggetti nella slide (testo ed immagini).
  • Grazie all’uso di speciali eventi chiamati “trigger” realizzare slide interattive ed interessanti che suscitino l’interesse dell’allievo facendolo anche, perchè no, divertire.
    Ad esempio è possibile far apparire un contenuto al click di un’area attiva, modificare l’aspetto di un elemento nella slide o memorizzare la scelta di un utente ad un quesito da riproporre nelle slide successive.
  • Aggiungere una traccia audio sincronizzabile con testo ed immagini oppure file video che aiutino la comprensione dell’argomento trattato.
  • Inserire giochi didattici sfruttando i modelli proposti dal programma o crearne di propri: ad esempio è possibile realizzare una slide che chieda di abbinare alcune parole alla propria definizione.

Gli strumenti sono davvero molti e lasciamo alla bravura dello sviluppatore saperli applicare per rendere il corso più interessante possibile. Non è obiettivo di questa guida spiegare l’ambiente di sviluppo ma bensì descrivere in ogni sua parte le fasi di progettazione di un corso E-learning.

Una volta strutturato il modulo, passiamo a definire le impostazioni di quello che normalmente viene chiamato “Player” ovvero l’interfaccia grafica con cui viene presentato il corso.

Gli elementi più importanti del Player sono: il menu, la “seekbar” ed i pulsanti opzionali che possiamo inserire.

Il menu: si presenta come un bottone, posizionato generalmente in alto a sinistra nel Player, che se cliccato mostra una tendina con all’interno i titoli delle slide del corso. Organizzato con una struttura ad albero, è molto utile per orientarsi all’interno del modulo.

La seekbar: è la barra di navigazione, formata dai pulsanti play, pausa, stop e riavvolgi. Si utilizza per visionare la slide in libertà ma è possibile bloccarla per impedire all’utente di accelerare la fruizione del corso, come ad esempio richiesto dalle recenti normative IVASS.

Pulsanti opzionali: si possono inserire vari pulsanti, simili a quello del menu, che mostrano ad esempio un glossario piuttosto che dei file pdf di approfondimento o un collegamento ad un form di supporto per gli utenti che riscontrino difficoltà a svolgere il corso.

Una volta impostato il Player è possibile salvarne la configurazione, in modo da poterla riutilizzare per i moduli successivi.

Di seguito un video esempio creato da DTP informatica che spiega l’utilizzo del Player all’utente finale:

 

A questo punto i contenuti ed il Player sono pronti: procediamo con la pubblicazione!!!

Prima di pubblicare il corso dobbiamo innanzitutto indicare il tipo di informazione che l’oggetto scorm deve restituire alla piattaforma FAD al suo completamento:

  • Se si tratta di un modulo di contenuto dobbiamo indicare il numero minimo di slide visitate perchè venga considerato completato.
    L’esito che verrà restituito alla piattaforma sarà di tipo “completed/incomplete“.
  • Se invece il modulo scorm che stiamo creando è di tipo Test, dobbiamo impostare l’esito a “passed/failed” o “passed/incomplete“.

Articulate Storyline si occuperà di modificare il manifest dell’oggetto scorm in base al tipo di modulo che stiamo pubblicando.

Finalmente abbiamo pubblicato correttamente il nostro primo modulo SCORM!!!

Nella speranza che questa guida ti sia stata utile ti invito a condividere la pagina e a lasciare un commento al fine di migliorarla, segnalando i punti che non risultano chiari.

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